PRESS
Band
'Molko & socy gli ultimi ribelli del post-punk'
di Pietro D' Ottavio
Un volto pallido, ambiguo ed enigmatico, occhi bistrati, sguardo tagliente,
capelli neri né corti né lunghi. E' la "foto segnaletica" di Brian Molko,
carismatico leader e cantante dei Placebo, gli ultimi ribelli del post-punk.
Proprio questa sera la band inglese farà un bagno di folla nel catino del Palacisalfa
all' Eur. I biglietti del concerto sono praticamente esauriti. Molko e i suoi "soci"
Stefan Olsdal e Steven Hewitt si presentano sul palcoscenico con la più essenziale
delle formazioni rock, il trio che si divide compiti altrettanto essenziali di cantare
e suonare basso, chitarra, batteria e tastiere. Ovvero un modulo-base in grado di liberare
una gigantesca quantità di energia, che i tre Placebo giocano a tenere viva sotto la cenere.
Ma quando il fuoco prende il sopravvento, allora l'incendio divampa in un attimo e non c'è modo
di spegnerlo. Come quando, sulla ribalta dell' Ariston, in pieno festival di Sanremo, i Placebo
hanno fatto saltare sulla poltrona del salotto il pubblico televisivo rompendo una chitarra,
lanciandola su un amplificatore alla fine del loro concerto. La Raffa nazionale, fuori da un
contesto di carrambe e ricongiunzioni familiari ad hoc, è rimasta a bocca aperta.
Ma in cinquant'anni di rock di chitarre al vento ne sono volate diverse, a partire
da quelle degli Who e dei Sex Pistols. E i Placebo sono a loro modo proprio sulle orme
di questi due storici gruppi, anzi sono una delle
pochissime rock-band dell'attuale panorama con una carica adrenalinica di questa portata.
Infatti, al contrario di tante punk-band pre-confezionate dai discografici, i Placebo hanno
ripercorso gli ultimi decenni di suoni britannici per poi plasmare una propria, originale,
esplosiva e potente cifra sonora. E tra i successi di Brian Molko & soci c'è sicuramente
una canzone di grandissima efficacia quale è "Pure Morning": una vera bomba in grado di
destabilizzare il circo dello show-businnes globale, una autentica scossa alla routine di
tanta musica pop e rock composta e suonata soltanto per essere consumata. Altra freccia
ben scoccata dall' arco dei Placebo è stata la partecipazione al film "Velvet Goldmine",
un piccolo cult-muvie uscito un paio di stagioni fa. Ma il concerto romano del gruppo ruoterà
in gran parte sui brani contenuti nell'ultimo, recente album intitolato "Black Market Music".
(La Repubblica, aprile 2001)