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'Prima dei Placebo. Biografia di Brian Molko'
di Kathea Rowland

C'era una volta un piccolo ragazzo, che viveva in minuscolo e remoto stato chiamato Lussemburgo, che desiderava il successo. Nessuno sapeva che un giorno sarebbe diventato un idolo rock, un sex symbol, e un ispirazione poetica per tutti.

LA SINDROME DI MOLKO

Dall'annuario di foto ti saresti potuto immaginare che quel giovane ragazzo dallo sguardo sognante e dall'aria arrogante si sarebbe un giorno trasformato in uno dei più trasgressivi rockers dei nostri tempi ? Io credo che le esperienze che fai da adolescente possono segnarti (o sfregiarti) per tutta la vita. Certamente, Brian Molko ha sfogato molte delle sue frustrazioni di questi penosi anni nella sua canzone di culto: Teenage Angst. Con liriche che esprimono la novità del sesso, la sperimentazione delle droghe, e l'oppressione degli adulti; un universo adolescenziale racchiuso in una delle frasi più contagiose: " Da quando sono nato ho cominciato a morire. Ora niente va più come voglio ". Burger Queen, dall'altra parte, ci svela una tipica nottata in Lussemburgo per un " drogato truccato " che teme il rifiuto, sogna di trovare la ragazza (o il ragazzo) giusto, e si preoccupa per le sue erezioni (o per la loro mancanza). Nonostante queste canzoni ci diano una pallida idea di quale sia stata la sua vita durante questi cruciali anni "formativi", non ci mostra l'intero quadro. A proposito, come può essere stata la scuola superiore per un ragazzo introverso che trovava piacere nella sua musica e nella recitazione? Il compito sembrava abbastanza ovvio ... contattare le persone che hanno avuto l'onore (o l'orrore) di averlo conosciuto in quel periodo. Così, appena ho indagato nel passato di Molko, una serie di emozioni sommerse hanno sopraffatto i miei sensi. Alla fine del mio viaggio sapevo che mi era accaduta ciò che io chiamo: Sindrome di Molko...per piacere datemi il placebo.

I LADRI DI OSSIGENO

Dopo due ore di viaggio attorno al Lussemburgo mi sentivo come se avessi già guidato attorno a tutto lo stato! E' veramente minuscolo, molto freddo e molto piovoso. In altre parole ... un posto da dove fuggire. Ora so perchè Brian si riferisce, continuamente, al respiro, al senso di asfissia, ed alla mancanza di ossigeno in quasi ogni canzone, perchè il Lussemburgo mi ha dato una sensazione di claustrofobia. Dall'esterno l' AISL assomiglia di più ad un palazzo di uffici, per il suo intonaco bianco e la sua insolita struttura, che ad una scuola. Una volta dentro però, tutte quelle impressioni svaniscono. Camminando attraverso i suoi corridoi ho provato una forte sensazione di " deja'vu' " dal momento che la scuola superiore privata americana che ho frequentato in Italia sembrava la copia carbone dell'AISL. Gli stessi ampi laboratori, le classi a forma di scatola, e gli studenti viziati che si lamentano... tutto mi rievoca alla memoria dei miei terribili giorni di scuola superiore. Sono passata per la classe di arte dove mi hanno detto che Brian, bazzicando con i suoi due amici stretti, trascorreva la maggior parte del suo tempo a parlare con l'insegnante di arte. L'ho trovato strano visto che, una volta, in una intervista, aveva fatto notare la sua mancanza di talento artistico nel campo del disegno. L'ho trovato strano anche perchè la classe di arte era il luogo dove anch'io passavo la maggior parte del mio tempo. Le classi all' AISL sono abbastanza piccole, numericamente parlando. Per ogni livello ci possono essere 25 studenti (al massimo) che è piuttosto poco, considerando la media di 200 studenti o più per livello in una scuola tipica americana negli Stati Uniti! Così posso immaginare come, nella mia scuola, le dicerie debbano aver corso più veloci di Flash Gordon! Tutte queste amicizie " pilotate " devono aver creato un ambiente molto soffocante per Brian, che deve averlo spinto ad andarsene via da casa in fretta.

BLUE AMERICAN

Chiunque ricordi i suoi giorni delle superiori come un' "esperienza traumatica" dovrebbe pensare che i suoi ex-compagni parlerebbero solo dei suoi lati negativi. E' tutto il contrario! Tra la maggior parte dei compagni che ho contattato c'era solo una piccola parte che ne parlava male. Sebbene si possa essere d'accordo con il fatto che la vita non deve essere stata facile per un ragazzo con uno strano nome ed una voce stridula, associati ad una bassa statura ed ad una minuscola figura. Nonostante ciò, l'85% dei suoi compagni di scuola lo ricorda come un soggetto molto socievole e come un attore di talento. Molti dicono che era molto divertente stare con lui e che era la persona ideale con cui parlare. Molti usano parole come: eccentrico, avvincente, esuberante, divertente e sgargiante per descriverlo. All' apparenza potrà essere sembrato un estroverso ma, in realtà, aveva un lato cupo ed era conosciuto per i suoi introversi momenti di silenzio. A scuola, Brian andava bene, essendo iscritto nella maggior parte a corsi AP ( che posso confermare non essere facili perchè li conosco bene ). I suoi insegnanti sostengono che era " un ragazzo intelligente pieno di vigore creativo ". Il fatto di essere, principalmente, interessato al teatro, mentre la maggior parte dei suoi compagni di classe lo erano allo sport, lo portò a non legarsi completamente a loro. Tuttavia, sostengono che era "ben-visto" dalla classe per il suo strano modo di "attrarre" le persone nel suo mondo.

LA PRIMA DONNA

Conducendo una vita attiva, per via dei suoi numerosi spettacoli teatrali e le abituali uscite per locali notturni il venerdì e il sabato, era considerato un ragazzo abbastanza "popolare". Naturalmente, in una scuola piccola come l'AISL, è molto difficile non esserlo. Le persone erano riluttanti a dire se avesse o meno un "flirt". Secondo me, un ragazzo che guarda Holden Caufield ( il protagonista di "The Catcher In The Ray" ) ed utilizza il suo stesso approccio quando va dalle ragazze, non può avere un buon risultato. Anche se avesse mai ricevuto qualche rifiuto deve essere stato sicuramente dovuto alla sue scarse confidenze e non alla sua assenza di look. Molti sono rimasti sorpresi dal talento musicale di Brian perchè lui aveva mostrato solo la sua capacità di recitare in pubblico. In realtà cominciò a suonare la chitarra a 16 anni, semplicemente rifacendo le riff delle sue canzoni preferite dei Sonic Youth. I suoi interessi musicali non erano molto noti, ma passava molto tempo a suonare la chitarra e a cantare con il patrigno di uno dei suoi compagni di classe. Guardando negli annali non sono rimasta sorpresa nel vedere che una volta è stato eletto "il ragazzo meglio vestito" vedendo che oggi nel vestire ha maggior gusto di molte donne del rock (Courtney Love e Fiona Apple dovrebbero seguire le sue orme!). Con tutti questi lati positivi che Brian aveva viene da chiedersi perchè lui disse di essere stato etichettato come perdente. Spinta dalla mia curiosità irrefrenabile ho chiesto ai suoi compagni se Brian era veramente visto come un perdente. Contraddicendo tutte le loro precedenti affermazioni, risposero tutti di sì! Ma aggiunsero che Brian era un "perdente cool". Qualsiasi cosa voglia significare!

SEMPRE GUARDATO MALE

Una piccola parte riconosceva che Brian aveva dei difetti. Quelli che li hanno messi in evidenza erano gli ex "bulletti". I "bulletti" lo descrivevano come uno: arrogante, strano, molto chiacchierato, e istigatore. Loro hanno rivelato il loro disgusto nel colpire un ragazzo che non era nemmeno capace di difendere sé stesso. La loro giustificazione al fatto di colpirlo era che lui li spingeva al limite non lasciandogli altra scelta che dargli una "lezione". In altri termini un -piccolo-delicato-caratteristico ragazzo che non sa tenere la bocca chiusa e con una attitudine arrogante tanto da prendersi una pesante serie di molestie. Come uno di loro ha scritto: " Di quando in quando ascolto la sua musica e mi chiedo se i danni della scuola superiore abbiano avuto più di un impatto su di lui". Per qualcuno che ha ancora incubi sul dover rivivere gli anni passati - penso di sì.

GUARDANDO LE STELLE

Il Sig. Molko è sempre stato convinto che nessuno dei suoi compagni di classe l'avrebbe mai potuto vedere come una rockstar. La sua risposta a se i suoi compagni si aspettavano il suo successo era: "No ... assolutamente no! Io ero considerato un perdente. No, non se lo apettavano per niente - fanculo a loro." Ciò che è strano è che quando ho chiesto ai suoi compagni se avrebbero mai immaginato che sarebbe diventato grande, le loro risposte furono positive! Come disse uno di loro: " Tra tutte le persone dell'AISL, era l'unico che avrei potuto vedere come una rockstar." In un certo senso, molti avevano anticipato la sua notorietà. Come uno dei suoi amici ha commentato: "Lui aveva l'obiettivo di farlo alle luci della ribalta e lo ha fatto." E il rock non è stato più lo stesso da allora!

(Generazione X, dicembre 2000)