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'Placebo a Milano: gran finale con l'ex-Pixies Frank Black'
Una sola data italiana per celebrare i Placebo, che si apprestano a volare negli Stati Uniti
nel tentativo di infettare anche quelle
sponde della Brian Molko mania, la stessa che già da parecchio tempo ha colpito il Vecchio Continente.
L'appuntamento coi fan del BelPaese si è consumato ieri sera - 26 ottobre - nello spazio del FilaForum
di Assago (alle porte di Milano), dove si sono ritrovati quasi 5.000 spettatori a salutare gli autori di
"Sleeping With Ghosts".Non solo musica per giovanissimi quella che si è sentita tra le mura del palazzetto,
ma un giustissimo tributo a chi ha contribuito a scrivere pagine indimenticabili dell'indie rock mondiale.
Stiamo parlando di Frank Black e dei mitici Pixies, che Molko & Co hanno sempre citato come una delle loro
più grandi influenze, realizzando una riuscitissima cover di "Where Is My Mind" per la b-side di
"This Picture", riproposta poi nella special edition di "Sleeping With Ghosts" pubblicata di recente.
Ebbene, approfittando della presenza come 'supporter d'eccezione' del glorioso Francis e dei suoi
Catholics, i Placebo hanno chiuso lo show italiano invitando sul palco il mastodontico artista
americano per una bellissima e torrida versione di "Where Is My Mind", appunto.Agli spettatori di
una certa età, inutile dirlo, sono cadute copiose le lacrime, già stimolate dai riff di "Velouria",
altro classico del quartetto di Boston ascoltato durante il set di Black.
La reunion dei Pixies ventilata per il 2004, a questo punto, diventa una priorità a cui prestare una
grande attenzione, nella speranza che si realizzi davvero...
Per chi volesse recuperare, Frank Black & The Catholics replicano questa sera - 27 ottobre -
con un unico 'headline show' in Italia,
in programma all'Hiroshima di Torino.Tornando ai Placebo, la loro esibizione è stata davvero bella,
costruita su una scenografia e un impianto luci pensati ad hoc per trionfare in luoghi di grande
capienza come il Forum di Assago.Un enorme sipario trasparente fa da schermo di proiezione per
l'introduzione allo show, mentre le immagini del trio scorrono velocissimamente in un montaggio
senza fiato: una cornice giustissima per l'assalto sonico di "Bulleproof Cupid", lo strumentale
che apre anche l'ultimo album del gruppo.A fondo scena, quella che sembrerebbe una lamiera dalle
proporzioni cosmiche, si rivela come un triplo schermo sul quale scorrono immagini in presa diretta,
frutto del rimando di minuscole telecamere fisse poste di fronte a ognuno dei tre responsabili della
sigla Placebo. Più spesso, a catturare l'attenzione visiva degli spettatori sono dei clip inediti,
che in alcuni casi rimandano a quelli promozionali (come per "This
Picture", anche se non compare mai nitidamente la figura di Asia Argento).Colpisce il puntualissimo
allineamento tra i temi dei video e le atmosfere evocate dalle canzoni (esemplare è l'occhio indiscreto
della emozionante "Peeping Tom"), che corre sul filo della didascalia senza mai esserlo per davvero,
perlomeno non in maniera fastidiosa o troppo invadente.Le luci sulle 'americane' si muovono a diverse
altezze, espediente assai interessante per rendere al meglio le necessità narrative dei brani in scaletta:
si passa dalla vicinanza estrema ai musicisti - come a ricreare l'ambientazione da club - a disegni
geometrici apparentemente disordinati ma di grandissimo effetto estetico. Pari merito per gli affascinanti
controluce, assai anni '80 nell'utilizzo ideale del bianco e nero, che si scontrano con i neon multicolore posti subito sotto le lamiere/schermo."Sleeping With Ghosts" gioca un ruolo di primo piano nell'economia dello spettacolo, visto che su 12 canzoni presenti sul disco, ben 10 sono state quelle che hanno trovato posto nella setlist del concerto. Su tutte, spiccano le sentite rendition di "Centrefolds" e di "I'll Be Yours", cantate da un Molko in stato di grazia.Inevitabile - e meno male! - la magica atmosfera raggiunta con "Every You Every Me", "Bionic", "Without You I'm Nothing", "Black Eyed" e soprattutto con "Special K", dedicata a Raffaella Carrà nel ricordo indelebile dell'esperienza
sanremese del 2001. Il punto di forza che i Placebo hanno avuto il merito di mostrare on stage ieri sera, è rintracciabile nella volontà evidente di cambiare le carte in tavola alla loro stessa musica, dando nuova linfa agli arrangiamenti dei cavalli di battaglia, quasi mai fedeli all'originale.Una lunga cavalcata fino al tripudio per il trittico "Taste In Men", "Slave To The Wage" e "Pure Morning" e alla magica apoteosi in memoria dei Pixies.
Per citare Brian Molko, "siete davvero fortunati"...Sante parole!
(Mtv.it, ottobre 2003)