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'Estratti di sentimento'
di Carlo Croci

Brian Molko appare sereno. Nel salotto che ci accoglie sparge in etere fumo e sorrisi a profusione. Ha cambiato taglio, e forse anche approccio al circo della promozione: "il segreto è trovare il lato buffo di chi ti sta di fronte". "E metterlo a frutto": non lo dice, ma glielo si legge in viso. ha voglia di conversare. Tutto grandioso, considerato che se fosse per il misterioso androgino apolide (mamma scozzese, padre americano, scuola internazionale in Lussemburgo, residenza a Londra, gusti sessuali variegati) la raccolta di singoli che fa da causa scatenante a questa chiacchierata non dovrebbe nemmeno esistere. "Ci tengo a precisare che "Once More With Feeling" non è un greatest hits dei Placebo, nè un antologia del meglio del nostro meglio. E' una raccolta di singoli pura e semplice, arricchita da alcuni brani inediti. E se mi chiedi se ne sentissimo l'esigenza, ti risponderei di no".

Un bel modo per minimizzare il supposto riassunto di quattro album dal 1996 ("Placebo") a oggi.

"Più che minimizzazioni, si tratta di realismo. Non abbiamo deciso noi la tracklist sulla base del nostro piacere e del nostro affetto verso i brani. L'assemblaggio dei singoli è avvenuto seguendo un ferreo criterio cronologico. Chiaramente a volte questi sono anche i nostri pezzi più riusciti, ma non sempre".

Artisticamente dici?

"Certo, spesso quello che viene approvato dalla grande giuria come singolo è il lavoro meglio realizzato. Vedi, poi non abbiamo mai considerato i Placebo una band di single-maker. Al contrario tutta la nostra concentrazione si è sempre rivolta agli album. Che suonassero bene dall'inizio alla fine. Perchè l'abbiamo fatta allora? Diciamo che siccome avevamo scelto di fare singoli per ogni disco, non potevamo sottrarci alla raccolta".

C'è un brano di quelli inclusi nella raccolta che a distanza di tempo rimpiangi di aver scritto?

"Difficile. Non so, penso che ce ne siano parecchi che non rappresentano più la nostra musica ma non li sconfesso. Sarei tentato di rispondere Nancy Boy (checca, in italiano -ndr), che paradossalmente è stato il nostro primo successo a livello indie".

Troppo esplicita?

"Forse, ma più che altro la trovo rozza musicalmente. Il prodotto di una punk pop band di ventiduenni che cerca di suonare con stile ma non ci riesce. Per lungo tempo avevamo smesso di suonarla, era un pò la nostra Creep (dei Radiohead -ndr), non riuscivamo più a trovare legami con la canzone. Recentemente, durante il tour mondiale di "Sleeping With Ghosts" abbiamo ripreso a metterla in scaletta".

Come mai?

"Sappiamo che è un brano con cui il nostro pubblico riesce a stabilire un contatto. E noi con loro attraverso la canzone. Non potevamo negargliela".

Di quali invece vai più fiero?

"Parecchie, sebbene spesso pensi che le canzoni sono come bambini che poi vagano per i fatti loro. Pure Morning, naturalmente, che ha rappresentato una tappa fondamentale per noi. Anche Without You I'M Nothing e Special Needs non le cambierei anche a distanza di tempo".

Pure Morning è davvero lo spartiacque?

"Assolutamente si. Sotto tutti i profili: prima di quella canzone in America non eravamo nessuno, è stata la prima nostra hit internazionale, e infine è stata la prima canzone in cui abbiamo inserito l'elettronica nella nostra musica. Prima ci sembrava un di più. Eravamo scettici persino a usare i sintetizzatori".

Come tracceresti l'evoluzione della musica dei Placebo da quei tempi a oggi?

"Una spirale, in cui abbiamo aggiunto sempre qualcosa cercando di non perdere quello che avevamo già costruito. Siamo riusciti a conservare una fedeltà a noi stessi, alla nostra voglia di novità in quello che facevamo senza spaventare chi già ci ascoltava".

E i due brani inediti, di cui uno (I Do) senza chitarra, come si collocano nella spirale?

"Un altro cerchio. Sono nati senza molto studio. Sapevamo di dover aggiungere due brani alla raccolta e siamo entrati in studio con l'intenzione di fare dei singoli "non singolo". Una specie di controsenso. Per I Do ci siamo immaginati di stare in studio con Brian Eno e di lavorare secondo le sue metodologie. Quello che ne è uscito è il brano senza chiatarre".

Twenty years invece lancia una sfida per i fan dei Placebo. dici Twenty years to go, vent'anni ancora.

"Si, è una brutta sorpresa anche per chi odia la nostra musica. Ci vedrà in giro ancora per un bel pò. E' un brano strano per noi: il ritmo è ansioso e non tende a un climax. Come detto, non volevamo avere l'esigenza di fare dei singoli a ogni costo".

Dall'ultimo tour ti sei tenuto occupato su diversi fronti.

"Direi che mi sono anche riposato. di tanto in tanto ho visto amici e sono nate delle collaborazioni".

Quella con la tua amica Asia Argento per un brano della colonna sonora del suo film "Ingannevole è il cuore sopra ogni cosa"?

"Lei mi chiese se mi andasse di partecipare alla cosa. Accettai e ne venne fuori un brano davvero laborioso in cui io registrai le mie parti vocali a Londra e lei a Roma, sentendoci al telefono per ore nel tentativo disperato di riascoltare il tutto". Fu come fare sesso telefonico: frustrante".

Cosa ti ha spinto a farlo comunque?

"La Virgin pagava la bolletta ... l'affetto per Asia e la stima verso Jt. Leroy, lo scrittore da cui è tratto il film. L'ho incontrato per le riprese. E' un genio. Penso la miglior voce della sua generazione".

La vostra musica e la sua opera condividono qualcosa?

"Beh, non ho mai parlato di marchettari nelle mie canzoni. Ma a parte questo credo che un denominatore comune ci sia. mi piacerebbe lavorare con lui."

Con chi altri ti piacerebbe collaborare?

"P.J. Harvey, Josh Homme, David Bowie. Con alcune delle persone con cui vorrei lo sto già facendo o l'ho già fatto: Jane Birkin e Timo Maas. Con la prima ho registrato un brano del suo nuovo disco, con il secondo ho cantato in un pezzo del suo album in lavorazione. Fra gli altri, con un regista che adoro abbiamo collaborato per il video di Protect Me (nella raccolta nella versione franco-inglese Protège Moi-ndr). E' un peccato che il video non sia trasmesso in Italia".

Censurato?

"Penso che il vostro Berlusconi non sarebbe contento di trasmetterlo ... scherzi a parte, è un video porno, per cui non trasmissibile nelle ore diurne. Alcune emittenti francesi hanno avuto il fegato di passarlo dopo mezzanotte"

Perchè avete registrato un video così invisibile a gran parte del vostro pubblico?

"Il punto era lavorare con Gaspar Noé (il regista di 'Irreversible' con Monica Bellucci-ndr). Non è che puoi imporre limitazioni a un genio, quindi quando lui se n'è uscito con l'idea di girare un mini porno io ho semplicemente risposto grandioso. Lui mi ha detto non dovrete recitare. Io ho replicato con un sospiro di sollievo: meglio, non ci tenevo. L'esito è un porno di ottima fattura".

Andrai prima a registrare il nuovo capitolo delle "Desert Sessions" con "Polly Jean" e Josh o ti dedicherai subito al nuovo disco?

"Penso che inizieremo prima a concentrarci sul nuovo disco e nel mezzo staccherò andando nel deserto ... non è poi una possibilità così remota: avrei già dovuto unirmi a loro, Josh mi aveva invitato, poi le agende purtroppo non hanno combaciato. Il nuovo disco comunque non sarà pronto prima del 2006".

Come suonerà?

"Elettro folk con distorsioni, archi e tonnellate di techno ... Contento della chicca?"

Se fosse vera.

"Allora diciamo che suonerà fresco e Placebo".

(All Music, n° 20 ottobre 2004)