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'L'amore al tempo della perversione'

"Alla fine del 2001, al termine del tour di "Black Market Music", abbiamo dovuto rallentare. Per sette anni non ci siamo presi una pausa, vivendo in una specie di bolla per tanto, troppo tempo. dal punto di vista fisico e spirituale eravamo una bottiglia vuota. Era tempo di riprenderci da quelle abitudini da nomadi. Ci siamo dovuti così riabituare ai regolari contatti umani, a Londra, con una nuova vita davanti. Altrimenti non credo avremmo potuto realizzare un disco come "Sleeping With Ghosts". Tra un pò dovremo partire un'altra volta in tour, a sarà il più esteso che abbiamo mai affrontato. Mi sa che il circo sta tornando in città." In realtà i Placebo sono sempre rimasti in pista, anche quando i loro vicini di casa del Brit Pop venivano travolti dalle nuove mode del rock. "In un certo senso siamo dei sopravvissuti e ne siamo orgogliosi. Significa che in ogni album siamo riusciti a riassestarci. Durante gli anni abbiamo imparato ad essere un'unità molto forte, diventando una specie di famiglia." E mentre Brian parla, steso su divanetto nella sede londinese della Virgin Records, Steve si accende due sigarette e ne offre una al cantante del gruppo, nonchè chitarrista e autore dei testi. " Passarci la sigaretta è una cosa molto naturale per noi. Abbiamo cominciato con un batterista differente (Robert Schultzberg, presente nell'album d'esordio del '96, Placebo, ndr) ma steve è entrato nella band pochi mesi dopo il primo disco. Abbiamo condiviso molte esperienze, si è creato uno spirito comunitario e questo ci ha permesso di andare avanti. E poi c'è il pubblico. Ci sono spinte che puoi ricevere solo da una forte connessione emozionale con la gente che ti ascolta e viene a vederti dal vivo. Siamo attaccati a questa band come alla nostra stessa vita. Non c'è niente che sappiamo fare meglio e non sarei felice se dovessi fare altro. Nel bene e nel male, spero che rimanga così per molto tempo". Keith Richards Ha detto che fare rock è un mestiere che impiega una vita intera; altrimenti, parole sue, "megli andare a pesca". "Certo", ribatte Molko, "ma quando parlavo di molto tempo non intendevo i Rolling Stones sul palco a sessant'anni; pensavo ai Sonic Youth. Superati i quaranta forse ci mettiamo anche noi a fare free jazz e cose più sperimentali". Per adesso iniziano il nuovo disco con uno schiaffo punk-new wave sperimentale. "Ci si aspetta la voce e la voce non arriva. La prima traccia è una dichiarazione di intenti, una chiamata, qualcosa che ti attira dentro. Ci sembrava che non stesse bene da nessun'altra parte. Breve, veloce e feroce: è una sberla sonore, un modo perfetto per cominciare il disco". Specie se prosegue con English Summer Rain, una dichiarazione d'amore a una donna irraggiungibile ("Io sono in cantina/tu sei nel cielo") e continua con la relazione sadomasochista di This Picture, dove una "ragazza posacenere" guarda Brian mentre strisci sul pavimento ai suoi piedi, con il petto bruciato dalle sigarette. "Conosco quella storia su James Dean chiamato il "posacenere umano", ammette lui. "E' un'immagine molto potente che mi è rimasta in testa. Volevo analizzare quanto male si può fare a qualcun'altro, e anche riceverlo. Dicono che devi soffrire per amare: è un punto di vista molto romantico ma non credo sia necessariamente vero. Nell'album ho indagato queste ossessioni masochiste e altre emozioni ma non so se ho trovato risposte ". Difficile arrivare alla soluzione di un circolo vizioso in cui il piacere fisico si mescola al dolore e fornisce lo stimolo a un orgasmo più potente. "Nelle relazioni autodistruttive il sesso è splendido. Come una sorta di abbandono. Ti lasci andare in una situazione di pericolo, con qualcuno che potrebbe farti del male. E' come fare sesso con partner che non ti piacciono. A volte è come se scopassi attraverso di loro l'odio che provi. E' una situazione folle con una componente sadica. E' bellissimo e molto strano come in un quadro di Francis Bacon, in bilico sulla sottile linea che divide l'amore, inteso come piacere dalla repulsione. Parlare di queste cose non è forse politicamente corretto ma è molto interessante perchè è vicino al punto in cui le emozioni ti mettono a rischio. E' una forma molto pura dell'uomo come essere sessuale". La chiusura di "Sleeping With Ghosts", la dolce Centrefolds, a primo ascolto sembra gettare uno spiraglio di luce sulle storie torbide dei Placebo. "Centrefolds è una canzone d'amore piena di disperazione. Un innamorato dice all'altro: "Tutte quelle tipe fantastiche, quelle da pagina centrale di Playboy con cui di solito uscivi e con cui facevi sesso, tutti quei tipi famosi con cui tiravi di coca, loro non ti conoscono più, si sono dimenticati il tuo nome e hanno perso il tuo numero di telefono. Il meglio che puoi trovare adesso sono io. Stai con me perchè non riuscirai a trovare di meglio". E' un'ammissione molto strana e ancora una volta ha a che fare con l'ossessione. Mi piace molto la tenerezza di Centrefolds; ha qualcosa di piacevole e dannoso. Noi scriviamo canzoni che nascono da storie deviate. E' quel lato della psiche umana che ci interessa. Per noi una storia d'amore non è mai stata una cosa tipo "un ragazzo incontra una ragazza". Non è mai così semplice".

(Musica, inserto de "La Repubblica", 13 marzo 2003)