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'Please, Stand Up'
di Gianluca Attanasio

Brian Molko:"Personaggi come Britney Spears o i Backstreet Boys non ritengo facciano vera musica, bensì del semplice intrattenimento! La vera musica è piena della vita reale. Noi abbiamo composto Black Market Music spinti dal bisogno di raccontare quello che succede nel mondo. E' per questo motivo che ci siamo concentrati moltissimo sui testi: mai quanto adesso i nostri testi si sono fatti interpreti della realtà di tutti i giorni, perchè è proprio la quotidianità e i problemi legati ad essa che, secondo noi, la musica deve sforzarsi di analizzare. Dal punto di vista musicale, invece, Black Market Music racchiude tutte le trascorse esperienze dei Placebo".

Anche questo lavoro è attraversato oltre che dal rock, da coinvolgenti atmosfere dark/punk. E ancora una volta il vostro look richiama alla mente artisti appartenenti alla scena dark/new wave degli anni Ottanta.

"Premetto subito che da ragazzo non ho ascoltato molta musica gotica o new wave, (escludendo Sisters of Mercy, gli Smiths e i Pixies). Estremamente importante per la band è stata invece la figura artistico-musicale di David Bowie, il quale ha inciso profondamente sul nostro modo di far musica. Nessun musicista del mondo può comunque prescindere dalla musica di Bowie. Lui è veramente geniale!"

Molti dei vostri fan italiani ce l'hanno con voi perchè durante alcuni concerti avete abbandonato il palco prima di aver eseguito tutti i brani in scaletta. Il concerto che avete tenuto a Perugia lo scorso marzo, per esempio, ha creato non pochi malumori tra i paganti.

"Al Palasport di Perugia ci sono stati dei grossi problemi di sicurezza: le transenne nonerano capaci di contenere adeguatamente il pubblico, mentre il servizio di security ci è apparso del tutto insufficiente. Abbiamo smesso di suonare prima del tempo per non mettere a repentaglio la vita dei nostri fan ai quali teniamo tantissimo. C'è da dire anche che nel backstage avevamo bevuto un pò: non siamo mica dei robot! Per il futuro comunque promettiamo di essere più buoni..."

In Italia fa ancora discutere la vostra burrascosa performance sanremese:durante l'esecuzione di "Special K", oltre ad aver distrutto una chitarra hai puntato il dito medio contro milioni di italiani. Te ne ricordi? Perchè l'hai fatto?

"Sì, certo, ricordo perfettamente tutto. Diciamo che quando ti trovi su un palco prestigioso come quello dell'Ariston hai la netta sensazione di poter fare e sperimentare quello che vuoi. Una cosa è certa: durante il Festival sono rimasto disgustato da tutto e da tutti!Non ci tornerò mai più!".

Qual'è il tuo rapporto con la spiritualità?

"Io sono cresciuto in un ambiente familiare in cui la religione cristiana era molto sentita. Ciò nonostante, nel corso del tempo ho preso un pò le distanze da essa. Adesso sto maturando un interese particolare nei confronti delle filosofie orientali".

C'è qualche band italiana che vi piace?

"Gli Stereophonics sono taliani? Scherzi a parte, ci piacciono molto gli Ustmamò, con i quali abbiamo suonato tempo fa. Riteniamo facciano delle cose molto interessanti".

(Rockstar, 2001)