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Brian Molko

Intervista esclusiva a Kathea Azzurra Rowland:
"Molko ha ragione, in 'Bruise and Broken' parlo troppo"

Bruise & Broken  K.A.Rowland

Nel 2003 esce per la Publish America "Bruised and Broken": la prima biografia su Brian Molko. Il libro è in inglese e si acquista in Internet ma nel giro di poco finisce nelle mani di molti fan e acquista sempre maggior popolarità anche qui in Italia tanto da finire come oggetto di una delle domande rivolte a Brian Molko il 25 ottobre a T.R.L. "Cosa ne pensi di Bruise and Broken?", Brian Molko va su tutte le furie e risponde affermando che il libro non è altro che una "ciarlatanata", un insieme di congetture e che se un giorno si trovesse davanti la ragazza che lo ha scritto non esiterebbe a dargli uno schiaffo. La scrittrice in questione è Kaththea Azzurra Rowland e Placeboaddict.com ha pensato di farle un' intervista esclusiva per tutti voi.

Placeboaddict.com: Ciao Kaththea! Come mai hai deciso di scrivere una biografia di Brian Molko?

Kathea Azzurra Rowland: Mi è capitato un pò per caso, anche perchè non avrei mai pensato di scrivere una biografia, visto che di solito preferisco scrivere racconti o poesie. Nell' inverno del 2001 ho deciso di scrivere la biografia di Molko quando ho capito di avere diverse informazioni su di lui. In principio l'avevo immaginato come un progetto giornalistico, in realtà non avevo intenzione di pubblicarlo, anche perchè pensavo che nessun editore sarebbe stato interessato a pubblicarlo. Nel Gennaio del 2003 ho deciso di mandare il manoscritto ad un editore, dopo che JT Leroy mi ha detto, "Non avere paura, il massimo che ti possono dire è no." Essendo un pò pessimista pensavo che mi avrebbero detto di no, invece quattro mesi dopo è uscito il libro.

Nel 2000 avevi già scritto una biografia su Brian Molko: "Prima dei Placebo. Biografia di Brian Molko" per la rivista "GenerazioneX" (già pubblicata da Placeboaddict.com) in cui raccontavi gli anni dell'adolescenza di Brian visti con gli occhi dei suoi ex-compagni di liceo. In "Bruised and Broken" aggiungi molti più fatti personali della vita di Brian: le sue prime esperienze sessuali, la sua adolescenza difficile, i suoi problemi familiari, tutti argomenti estremamente delicati e scottanti. Come sei riuscita a raccogliere informazioni così private?

Sì nel Dicembre del 2000 scrissi quell' articolo per "Generation X". In realta' l'editore del megazine non voleva che scrivessi un articolo sui Placebo perche' pensava che non ci fosse niente di nuovo da poter scrivere su di loro. Così ho deciso di fare una cosa che nessun giornalista aveva ancora fatto: scrivere un articolo che parlasse di chi era Brian Molko prima di diventare famoso. Già nel 2000, quando ho scritto l'articolo, avevo tutto quello che mi serviva per scrivere un libro . Nel libro sono entrata più in dettagli perchè per l'articolo avevo un limite di spazio. Ho raccolto le informazioni da persone che lo conoscevano e che lo conoscono, dai suoi ex-compagni di liceo ai suoi professori alle sue ex-ragazze. Anzi ci sono molte altre cose di cui non ho parlato nel libro perchè ho ritenuto fossero troppo private per essere pubblicate senza il consenso di Molko.

Leggendo il libro si ha quasi l'impressione di leggere un diario segreto, pieno di luci e di ombre, da cui emergono molti lati oscuri della personalità di Brian che traspaiono, come tu stessa metti in evidenza, in molti testi dei Placebo, soprattutto nei primi album. Lo stesso Brian, in diverse interviste, ha confessato il suo forte legame con il contenuto delle sue canzoni e il dolore che prova nel dover continuare ad interpretare testi che ormai non gli appartengono più. Quanto il vissuto di Brian ha influenzato la musica dei Placebo, secondo te? E quanto, invece, appartiene solo a "leggende metropolitane" montate appositamente dalla stampa per rendere il suo personaggio un' icona della trasgressione?

Io penso che un buon 90% dei suoi testi siano autobiografici, anche se forse non vuole sempre ametterlo. Non solo, credo che nella sua musica si capisca bene anche chi lui ammiri musicalmente perchè in alcuni testi ci sono citazioni a Bowie, Sonic Youth, Dream Theater, e PJ Harvey. Riguardo alle "leggende metropolitane" un amico musicista di New York mi ha sempre detto che la maggior parte delle volte non è la stampa che si inventa delle storie ma sono gli artisti stessi che se le inventano per apparire più trasgressivi di come lo sono in realtà. E penso che forse anche nel caso di Molko sia così. Non credo che lui sia veramente "trasgressivo" però magari quando aveva 22 anni gli piaceva l'idea di essere l'icona della tragressione, altrimenti non avrebbe mai giocato con il suo look cercando di sembrare una donna oppure non avrebbe fatto dichiarazioni alla stampa del tipo: "Spendevo più soldi in droga di quanti ne guadagnavo" per poi un paio di anni dopo ammettere che stava solo bleffando.

Molti fan, legati al lato intimo, trasgressivo e underground dei Placebo si sono sentiti traditi dall'uscita di "Black Market Music", che ha segnato il passaggio dei Placebo verso un nuovo look e un nuovo sound. Pensi che questo cambiamento dei Placebo sia stato il frutto di una scelta e di una evoluzione personale oppure di condizionamenti di tipo commerciale?

Ho sempre visto "Black Market Music", come l'album sperimentale dei Placebo. Credo che Molko volevesse dimostrarci di saper scrivere anche testi politici e al tempo stesso stupirci, come ha fatto con la collaborazione con il rapper Justin Warfield. Non ho trovato quell' album tanto commerciale anche perchè se fosse stato cosi avrebbe avuto più sucesso in USA, il che non è stato. Forse molti fans credono che "Black Market Music" sia un album commerciale per via di brani come "Taste in Men" e "Special K", però se si pensa a pezzi come "Commercial For Levi", "Peeping Tom", "Blue American", "Narcoleptic", e "Haemoglobin", allora si capisce che non è un album tanto commerciale come lo si crede.

Penso che il successo commerciale di "Black Market Music" e la svolta di immagine dei Placebo abbia in un certo senso tolto alla band quell' alone di mistero che l'aveva resa così diversa da tutto il panorama musicale di quegli anni. I Placebo erano una band fuori dagli schemi e dal music business, la loro musica era avvolta da un misto di gossip e realtà, i loro concerti radunavano migliaia di teenager affascinati dal carisma di Brian Molko e innamorati della sua capacità di essere se stesso contro ogni pregiudizio. Che cosa è rimasto di tutto questo ai Placebo?

Penso che la svolta di immagine dei Placebo ci sia stata perchè sono cambiati sia come persone che come musicisti. Credo che tutti cambino in 10 anni, non sarebbero potuti rimanere avvolti nel mistero per sempre. Le abitudini e i gusti cambiano e cosi, come è ovvio, anche loro sono cambiati. Poi penso che Molko abbia capito che se fosse rimasto sempre lo stesso, anche nel look, alla fine non avrebbe stupito più nessuno. Oggi continua a stupire proprio perchè è diverso da come era un paio di anni fa. Però in tutto questo Molko è sempre stato e rimane ancora se stesso. Credo che i fans che erano affascinati dal suo carisma ne siano affascinati tuttora, perchè il carisma è una dote che non si può perdere perchè fai musica diversa oppure perchè hai cambiato taglio di capelli. Quindi alla fine chi scopre i Placebo oggi li ama per lo stesso motivo per cui li hanno amati i fans che li hanno scoperti nel '96, '98, oppure nel 2000.

Quanto il successo mondiale di "Black Market Music" ha influenzato il loro rapporto con il pubblico, con i media e con la loro musica?"

Non credo che il loro successo abbia cambiato il loro rapporto con il pubblico, anzi ... credo che dovrebbero essere contenti di avere più fans adesso. Il loro rapporto con i media penso che pian piano stia diventando più positivo, i critici e i giornalisti sono meno cattivi quando parlano della loro musica. Mentre riguardo al loro rapporto con la musica penso che oggi si sentano più liberi rispetto al sound. Per questo sono sempre in cerca di nuove fonti musicali.

"Sleeping With Ghosts" segna ancora un altro passaggio, il sound diventa più elettronico e nel complesso l'album smussa l'impatto rock dei precedenti. Nei testi invece si assiste ad un ritorno ai temi dell'amore e del ricordo come in "Without You I'M Nothing". Quell' album era intriso di relazioni torbide e drammatiche raccontate dal punto di vista dell'altro (l'ex-amante) non del proprio, secondo il particolare stile narrativo usato da Brian nella maggior parte dei testi. In "Sleeping With Ghosts" ritroviamo gli stessi meccanismi oppure Brian si mette in gioco esprimendo il suo punto di vista? Le storie che racconta riguardano ancora il suo vissuto personale oppure si ispirano ad altro?

Penso che in "Sleeping With Ghosts" la maggior parte dei testi siano stati scritti dal punto di vista di Molko e non dei suoi ex-amanti come è successo in "Without You I'm Nothing". Nel testo di "Special Needs", si capisce ad esempio che parla della sua ex-ragazza, l'attrice Liza Walker, perchè il testo è pieno di citazioni cinematografiche, mentre in "Protect Me From What I Want" parla di Benedicte, l'ex ragazza parigina. E forse, proprio per questo, non a caso, ha scelto "Protect Me From What I Want", per farne una versione francese.

Lo scorso ottobre è uscita la raccolta "Once More With Feeling", preceduta dalla bellissima e malinconica "Twenty Years", nuovo singolo inedito dei Placebo. Pubblicare un cd di tutti i singoli estratti dai quattro album oltre che una scelta commerciale è stato un modo per i Placebo di far rivivere ai vecchi e nuovi fan la loro storia e i loro 10 anni di carriera. Si chiude quindi una parentesi che coincide con la crescita non solo musicale ma anche di età dei Placebo, che iniziano a guardare alla loro vita con l'occhio critico dei trent'anni non più con quello spregiudicato dei 20. Quanto pensi che inciderà tutto questo nel prossimo album? Quali cambiamenti musicali ed emotivi ci dobbiamo aspettare da questa band?

Basando le aspettative del nuovo album su "Twenty Years", si potrebbe dire che potremmo aspettarci un album più reflessivo sul tema del tempo. Già in "This Picture" Molko aveva iniziato a porsi domande sul tempo che passa arrivando alla conclusione che il tempo non può essere fermato, e allora si cerca di non sprecarlo, proprio perchè sta diminuendo. Quindi immagino che i testi del prossimo album saranno più riflessivi. Mentre riguardo alla musica ... non si capisce bene in che direzione andranno, ma sicuramente troveranno un modo per stupirci come al solito.

"Unconventional beauty combined with a superior intelligence and hypnotic eloquence has convinced the world of his uniqueness. [...] The icon of independence and courage but at the same time of vulnerability and fragility. He symbolizes the independence of being oneself. Having the courage to accept and love oneself" questa è secondo le tue parole l'essenza del successo di Brian Molko e dei Placebo: l' intelligenza, il carisma, il coraggio di essere se stessi senza aver paura di mostrare la propria diversità e le proprie debolezze. Pensi che i futuri fan dei Placebo continueranno ad innamorarsi dei Placebo per queste ragioni? Oppure pensi che la crescente popolarità rischi con il passare del tempo di essere inversamente proporzionale alla naturalezza e alla sincerità della band?

Quando si ha l'intelligenza, il carisma, e il coraggio di essere se stessi non credo che la crescente popolarità possa toglierti tutto questo. Anzi se sono arrivati fino a questo punto è proprio merito di tutto ciò. Quando una band cambia perchè ha raggiunto il successo, vuol dire che in realtà non è mai stata naturale o sincera sin dall' inizio. Se una band è veramente sincera e naturale non penso che la popolarità possa infagare il suo spirito.

Per finire, se ti va, vorrei concludere con una tua dichiarazione, una sorta di risposta a Brian Molko, cosa gli avresti detto se fossi stata anche tu ospite di T.R.L.?

Gli avrei detto: "Pensi che mi meriti uno schiaffo? Fammi vedere di cosa sei capace!". Se Molko pensa che ho "paura" di lui si sbaglia di grosso! Mi ha definito una ciarlatana, che si, significa una persona falsa, ma ha anche un altro significato: una ciarlatana è anche una persona che parla troppo, e allora si, nel libro parlo troppo. Se pensava veramente che tutto ciò che c'è scritto nel libro fosse falso, allora avrebbe dovuto definirmi una bugiarda. Ma non l'ha fatto perchè sa che non è cosi. Devo anche puntualizzare che prima di pubblicare "Bruised and Broken" ho contattato il manager dei Placebo, per dirgli che avevo intenzione di pubblicare una biografia di Molko e se Molko avesse avuto qualche problema con l'uscita del libro io non l'avrei pubblicato. Molko non mi ha mai detto che non voleva che questo libro venisse pubblicato. Quindi ne devo dedurre che in realtà non lo trova tanto "scomodo" come vuole far sembrare. Anzi sa che è solo un altro strumento di pubblicità gratuita per lui. Però non avrebbe suscitato lo stesso scalpore se a TRL invece di dirmi che mi avrebbe dato uno schiaffo mi avesse detto che era contento! Ma si sa che dopo tutto "any press is good press" l'ha detto anche Molko, quindi non mi offendo ... anzi come sempre ha trovato un modo per farmi ridere!

(Placeboaddict.com, 4 febbraio 2004)