PRESS
Tv
'Mtv: Supersonic, Countdown To Placebo Live'

Enrico Silvestrin: Benvenuti.
Steve Hewitt: Come stai?
E.S.: Non c'è male. E voi?
S.H.: Bene.
E.S.: Faremo questa chicchierata pre-concerto. Sarà tutto incentrato su questo. E' stato difficile scegliere le canzoni? Avete inserito solo i singoli.
S.H.: In effetti è stato molto semplice. Sono tutti in ordine cronologico. Abbiamo stilato la lista e poi li abbiamo ordinati per album. Un gioco da ragazzi.
Brian Molko: E' importante sottolineare che questo non è un Greatest Hits dei Placebo è solo un documento storico, una retrospettiva cronologica dei brani, più accessibili, più commerciali, radiofonici, vendibili, eccetera. Non ha neinte a che vedere con gli Strokes, ma... non lo consideriamo nient' altro che la nostra storia.
E.S.: Ho letto che, se aveste potuto scegliere, invece dei brani più famosi avreste inserito i pezzi meno noti.
B.M.: Sarebbero molte le cose che non faremmo se potessimo scegliere.
E.S.: Quante pressioni avete ricevuto? E'stata un'imposizione?
B.M.: No, no. Non ci sarebbe niente di male. No, è quello che fa qualsiasi gruppo. Soprattutto dopo 10 anni di carriera e 17 canzoni nelle prime 40 posizioni della classifica. Non c'è nessun segreto, e non ha neppure un valore particolare.
E.S.: Almeno avete avuto dei singoli e delle canzoni di successo.
B.M.: Esatto! Credo che se qualcuno ci conosce appena lo ascoltasse riconoscerebbe diversi pezzi. Serve per far capire che è un pò che siamo in circolazione. E' una buona presentazione per quelle persone che hanno scoperto i Placebo solo di recente. E' un accesso a molti dei vecchi pezzi.
E.S.: E' sato difficile? Ho letto da qualche parte che trovate piuttosto doloroso ritornare sul vostro passato musicale, riascoltare le canzoni.
B.M.: La cosa importante da dire è che appena pubblichi una canzone, che era la tua storia, diventa la storia di qualcun altro. In un certo senso, te ne liberi. E' una specie di esorcismo ed è un bene perchè spesso canzoni per una ragione, canzoni che ti mettono a disagio. Ma il vero disagio è nel rapporto con la tua arte, in particolare con i primi lavori: per alcuni gruppi le prime cosa sono le migliori, altri migliorano nel corso della carriera. Io direi che noi apparteniamo alla seconda categoria. Riguardare quelle canzoni è come tornare nella casa in cui sei cresciuto, andare in camera tua, trovare una scatola piena di brutte poesie che hai scritto da adolescente e rileggerle. Ovviamente il modo in cui tu ti relazioni con quelle canzoni è completamente diverso da quello degli altri. Gente che le ama, che le ricollega ad esperienze personali: il primo bacio, la prima festa, la prima sbronza. Il primo senso di identità sperimentato ascoltandole. hanno un rapporto diverso con quelle canzoni. Il nostro è una sguardo molto più critico e imbarazzato rispetto alle persone che amano davvero quelle canzoni. rispetto ai fan dei Placebo. Ma la cosa positiva è che ti costringe a guardare avanti, a migliorare. Che è poi il nostro obiettivo.
E.S.: Sembri dare un valore negativo ai vecchi brani del passato.
B.M.: No, assolutamente no. Non è quello che intendevo. Non puoi sminuire il valore, ma è importante sottolineare che il rpporto che hai con quei brani è cambiato radicalmente. Quando riguardi la cose del passato pensi sempre che avresti potuto fare meglio. Non sono molto orgoglioso di quel verso o cose simili. Sfortunatamente è la croce che devi portare come artista. Dubito fortemente che i Radiohead riascoltino il loro primo album.
E.S.: "36 Degrees" dei Placebo siamo tornati al 1996.
Placebo: Oh, i vecchi tempi! Oh, gli anni '90! (ridono)
E.S.: Quell'album ha avuto molto successo.
B.M.: Si, piuttosto inverosimile. La cosa strana di quell'album è stata che è incredibilmente commerciale e lo siamo diventati sempre di meno con ogni album. Ma, non so come, le vendite hanno continuato ad aumentare. Che è una cosa fantastica! Parrebbe che non sia necessario inseguire l'irraggiungibile Hit Pop.
E.S.: Avete creato una schiera di sostenitori.
B.M.: Bisogna fare solo quello che ritieni giusto e cercare di essere il più onesti possibile. E la gente continuerà ad apprezzare quello che fai.
S.H.: Quando è uscito quell'album era perfetto perchè era diverso dal Brit Pop in voga all'epoca in Gran Bretagna. Davvero molto diverso. Forse per questo la gente ci si è fiondata.
E.S.: Aveva carattere.
S.H.: Sì, smaniavamo per qualcosa di diverso. All'epoca non succedeva molto a Londra.
E.S.: Tanti album di quegli anni mancavano di carattere. Erano tutti piuttosto piatti.
S.H.: Quando è uscito "Nancy Boy" ha lasciato tutti di stucco.
E.S.: Era qualcosa di diverso. E' stato un buon mix. Anche il New Rock, o in qualunque modo lo si chiami, si basa su di un mix di generi diversi.
B.M.: Sì, per fortuna. E' questo che consente alla musica di progredire. Ogni stile deve rubare dagli altri generi per sopravvivere. Altrimenti diventerebbe ...
E.S.: Noioso.
B.M.: Sì, esattamente noioso. Siamo a favore di tutte le possibili sperimentazioni fra generi. E' questo che da respiro alla musica.
E.S.: Credo che ai tempi il vostro mix fosse diverso. Diverso da quello che si sentiva in giro.
S.H.: Sì. Era molto più punkeggiante, più energico. Più aggressivo, meno remissivo.
E.S.: C'erano non so i Cure, magari.
B.M.: Sì, i Cure condividevano quella visione. I Cure, gli Smiths, i Joy Division, i Pixies.
S.H.: Sonic Youth, Dead Kennedys.
Stefan Osdal: Gli Abba (ride).
E.S.: Cosa ricordate del periodo del primo album?
S.O.: Abbiamo registrato il primo album in 3 settimane.
E.S.: Solo?
S.O.: Sì, avevamo tempi e finanze limitate. Abbiamo registrato ogni giorno per 3 settimane. Forse è l'album più difficile da riascoltare. Avremo potuto fare meglio.
E.S.: Ma è sempre ... E' stao il primo album!
S.O.: Ascolti la tua musica in modo completamente diverso rispetto al pubblico. Noi siamo molto più critici.
B.M.: Ascoltare la propria musica è come bere il proprio sperma.
E.S.: Non l'avevo mai considerato sotto questo punto di vista.
B.M.: Mi ricordo che eravamo a Dublino, in Irlanda. Ricordo che bevevamo molta Guinness. E che siamo ingrassati per tutta la birra che abbiamo bevuto. E' stato divertente. Dublino è un pò come il clichè del pub. Tutto il giorno, tutti i giorni. Si consuma un sacco di quella nera bevanda.
E.S.: Poi è arrivato il seconda album. Volete parlarne? Ditemelo se è troppo doloroso! (ride)
S.H.: Il secondo album è stato con Steve Osbourne.
E.S.: L'avete scelto voi?
S.H.: Avevamo una lista di un solo elemento...
E.S.: Non male.
S.H.: ... di gente che voleva parlere con noi ...
E.S.: E' uno bravo, no?
S.H.: Sì, sicuramente. E abbiamo tentato di inserire elementi di musica elettronica attraverso il rock. Ma c'è sempre un approccio difficile al secondo album.
E.S.: Ma ha avuto più successo del primo, no?
S.H.: Sì, decisamente.
E.S.: Quindi avete superato il problema?
S.H.: Avevamo buttato giù delle idee per l'album. Poi siamo passati alla registrazione che sembra facile ma non lo è, devi interagire con più produttori. Ci sono delle difficoltà creative in studio. Ma le abbiamo superate riuscendo a finirlo.
E.S.: Ascoltarlo vi dà la stessa sensazione del primo?
B.M.: Il dolore si attenua un pò!Diminuisce di album in album! (ride)
E.S.: Fino ad arrivare a oggi, immagino che sarete pienamente soddisfatti.
B.M.: Mi piacciono davvero le ultime cosa. Le due nuove canzoni. Forse solo perchè sono più fresche.
E.S.: E "I Do" è anche un pezzo senza chitarra.
B.M.: Sì.
E.S.: E' una cosa piuttosto innovativa.
B.M.: Credo che sia importante infrangere i pregiudizi della gente su di un gruppo. Molti ci considerano un gruppo di chitarristi. E noi non ci siamo considerati così per parecchio tempo. La chitarra è solo uno degli strumenti. Quando suoniamo dal vivo ci piace fare rock. Ma in studio hai talmente tante possibilità che due chitarre, un basso e una batteria è molto limitante. Quando si potrebbe fare così tanto!
E.S.: Cosa vi piace della musica eletronica? Le numerose alternative che offre?
S.H.: E' questione d'acustica. Puoi riprodurre i suoni della chitarra o della batteria. l'elettronica ti dà la possibilità di maggiori manipolazioni.
S.O.: Sono come giocattoli con tutte quelle manopoline.
B.M.: La cosa interessante è inserire le chitarre attraverso le tastiere. Allora si che diventa funky e strano. E' un bel sound.
E.S.: Quando usate la musica elettronica vi sentite mai ... sembra sempre che siano tutti in competizione ... per il nuovo sound o la nuova evoluzione.
S.H.: Tipo i Prodigy.
E.S.: Sentite di dover tenere il passo o fate solo vostre cose?
B.M.: No, direi che dobbiamo assolutamente continuare ad essere fuori moda. Credo che per noi sia fondamentale. Quando abbiamo iniziato eravamo straordinariamente fuori moda. E credo ci piacesse.
E.S.: Come siete riusciti ad esserlo?
S.H.: Essendo alla modo nel momento sbagliato.
B.M.: Fai inc***are tutti, così nessuno ti parlerà o lavorerà più con te. E poi, puoi andare a giocare con le tastiere (ride).
E.S.: Una delle canzoni con un sound diverso è stata " Pure Morning"... Brian che gran video!
B.M.: Sì, uno dei migliori cast dei nostri video. Tutti i personaggi sono fantastici! Ci ho messo un pò per imparare a sconfiggere la forza di gravità e a camminare su e giù per i palazzi. Mi sono dovuto allenare duramente. Ho iniziato con dei grossi stivali sempre più piccoli, finchè sono riuscito a farlo anche scalzo (ride).
E.S.: Non so se una bella cosa ma questo video è stato imitato o copiato da molti artisti.
B.M.: Noi ci siamo ispirati a un film in bianco e nero con un tizio che stava in piedi sul cornicione per qualcosa come 14 ore con la gente che cercava di convincerlo a scendere senza sapere mai perchè è lì. L'ho trovato interessante in quel periodo abbiamo visionato un sacco di copioni ma non ce ne piaceva nessuno e allora ho chiamato Steven Stephens e gli ho chiesto se poteva filmarmi in cima a un edifico e lui ha accettato.
E.S.: Sapeva cosa sarebbe successo alla fine?
B.M.: All'inizio quando ho parlato col regista volevo saltare dal palazzo e prendere il volo prima di toccare il suolo. Ma non avevamo abbastanza soldi
E.S.: Potevi saltare su invece che giù.
B.M.: Sai, se vuoi sconfiggere la gravità, così è più teatrale, volevo fare una specie di risalita ma non avevamo i soldi.
E.S.: Sembrerebbe un video piuttosto costoso.
B.M.: Saresti sorpreso di quello che si può fare.
E.S.: Davvero?
B.M.: Sì, con sfondi verdi.
E.S.: Con sfondi verdi?
B.M.: Sì, sfondi verdi e sfondi blu.
E.S.: Quale preferisci? Dipende dalla giornata?
B.M.: Ho notato di recente che gli sfondi blu non sono più di moda. Tutti usano gli sfondi verdi, secondo me perchè il verde si porta sempre di meno in TV.
E.S.: E il blu si porta?
B.M.: Sì, insomma lo indossano tutti.
E.S.: Gli sfondi blu andavano negli anni '90. Adesso va il verde è vero.
B.M.: La tecnologia, eh? Che cosa straordinaria! (ride)
E.S.: Non la chiamano cromoterapia?
B.M.: Ti stai facendo tecnico (ride).
E.S.: Magari un giorno passeranno all'arancione non si sa mai.
B.M.: Credo sia troppo simile al colore della pelle. L'arancione.
E.S.: Sì, misa che non va. Comunque ... siete stati imitati da alcuni ultimi degli ultimi arrivati come gli Evanescence.
B.M.: Dopo che abbiamo fatto quel video ...
E.S.: Vi dà fastidio?
B.M.: No, in realtà no. Eminem è saltato da un palazzo ... e anche gli Embrace e gli Evanescence. Si sono messi tutti a saltare dai palazzi. Alla fine dei conti, sai che l'hai fatto tu per primo. E al tempo stesso non esistono idee davvero originali. Ci si ispira sempre a qualcos' altro. E' una questione di qualità della tua refurtiva, se sei un ladro di buon gusto puoi ottenere dei bei risultati.
E.S.: Secondo me Eminem se l'è cavata benino. ha rubato con un certo stile. Non era tanto male. Soldi, anche, è vero.
S.H.: L'imitazione è una forma di lusinga.
E.S.: Stavamo parlando (durante la pausa pubblicitaria) della possibilità che i vecchi strumenti abbiano un suono migliore, no?
B.M.: Non ne sono più tanto sicuro. Dopo 10 anni in questo settore non so più se i vecchi strumenti siano migliori, non so se sia solo una cosa da snob, pagare il doppio per dei vecchi strumenti, oppure se i nuovi strumenti siano più puliti e diretti.
S.O.: Le vecchie chitarre fanno un suono più caldo. Poi passa attraverso un compressore. ma forse con la tecnologia ottengono strumenti migliori. Forse è solo questione di gusto personale.
B.M.: Un tempo non suonavo chitarre che non fossero più vecchie di me. Ma adesso sta diventando un pò difficile. Non sono più giovane come prima (ride).
E.S.: Compri roba del Messico ...
B.M.: Adesso devono essere più giovani. E' così che cambia la vita (ride).
E.S.: Questa è nuova, interessante (ride). Quando preparate un tour - certo adesso siete alla fine - quanto tempo vi serve per preparare gli strumenti, la scaletta, le prove?
S.H.: (guarda Brian) Quand' è stata l'ultima volta che hai sistemato l'attrezzatura?
B.M.: Nel 1995. L'ultima volta che ho accordato la chitarra è stato nel 1997 (ride).
S.H.: Abbiamo una splendida squadra che se ne occupa.
E.S.: E' bello avere dei tecnici del suono, eh?
B.M.: E' indispensabile dal momento che non so accordare la chitarra. Non sono per niente bravo nelle cose tecniche. Non conosco i nomi delle corde ...
E.S.: Il tecnico ti dice che suono fare o come ottenerlo?
B.M.: No, lui arriva, fa un rumore tipo CRUCH, saluta e se ne va (ride).
E.S.: Una specie di beat box umano. Sarebbe fantastico.
B.M.: Björk lo è. E' una cosa incredibile, davvero.
E.S.: Ross Allison è uno straordinario beat box. Incredibile, ha fatto qualcosa con Mike Patton. Solo un pezzo vocale, ma credetemi, Mike Patton non è nulla in confronto a Ross Allison, è incredibile. Comunque perchè ne stiamo parlando? (ride)
B.M.: Non lo so, forse ci siamo stancati di parlare di noi (ride).
E.S.: Vi divertite in tour?
B.M.: Non è salutare sai né fisicamente, né mentalmente ma la ricompensa è notevole. Se va tutto bene, si avverte un senso di comunione, un'euforia collettiva e' una cosa che non si trova altrove. Ma quando sei in tour da 2 anni come noi rischi davvero di impazzire. Non riesci più a pensare perchè vengono a mancare i punti di riferimento. Ogni giorno cambia tutto. Chi sono? Dove sono? Cosa provo? A parte i postumi della sbornia.
E.S.: Ti capita mai di svegliarti la mattina dopo un concerto pensando di non volerlo più fare?
B.M.: Sì, poi due ore dopo ricominci a farlo. Ogni mattina è un lunedì mattina.
E.S.: (Si vedono alcune immagini del backstage dello Sleeping With Ghosts Tour) Questo è il dietro le quinte ...
B.M.: Sì. Qualche attività backstage dell'ultimo tour. Ascoltavamo molto Beyoncè e le Destiny's Child. E' solo amore per la buona musica pop. Ma solo roba buona, non le baggianate di certi idoli pop pluridecorati. Vera musica pop. Se i nostri fan sapessero che prima di salire sul palco e cantare "Taste in Men" dietro le quinte balliamo al ritmo di Michael Jackson ... ! Per entrare nello spirirto giusto. Mi piace la musica allegra. Perchè non dovrebbe? Ti mette di buon umore che poi è quello che vogliono tutti.
E.S.: Cosa intendi per ottimo pop? Cosa ti piace ascoltare? Qualcosa che non vi vergognate di ascoltare.
B.M.: Blondie, Outkast, Kelis, al momento. Kelis è una grande!
S.H.: Anche gli Streets, roba simile. L'autore pop che preferiamo penso sia Robert Smith. ha ottenuto del pop perfetto e puro.
B.M.: Secondo me, nell'ambiente musicale la gente dà una cattiva nomea al pop. L'idea generale è che la musica pop sia una gara di popolarità. Se va in TV e la gente vota per i più carini ovviamente non possono esserci dei neri. E' una gara di popolarità in cui l'industria musicale ti rifornisce costantemente di cover, così si attribuisce davvero una cattiva nomea al pop. Che invece è una cosa magnifica. E' un' evasione dalla realtà come molta musica dance. Ti mette di buon umore. E' questa la funzione che deve adempiere. "Justify My Love" di Madonna è un disco incredibile! A chi serve un' altra cover dei Westlife?
E.S.: "Toxic" di Britney Spears è un gran bel pezzo!
S.H.: Sei un fan dei Take That, confessa (ride) ...
E.S.: No, lo era la mia ex, ma questa è un'altra storia (imbarazzato).
S.H.: Non è carino che tu l'abbia tirato fuori (ride).
E.S.: Che tipo è Frank Black?
B.M.: E' affascinante, molto disponibile, divertente. davvero un tipo simpatico.
E.S.: E canta benissimo.
B.M.: Sì.
S.H.: Quest'anno ha suonato con i Pixies in qualche festival. Quest' anno abbiamo partecipato ad alcuni festival e abbiamo suonato coi Pixies, si sono riuniti.
E.S.: Avete suonato all' Heineken Jammin' Festival ad Imola.
S.H.: I Pixies sono stati grandi!
E.S.: Si sono incredibili.
S.H.: Sono bravi come agli esordi, è una cosa straordinaria.
E.S.: Tu facevi quasi da spalla, lui cantava e tu ... eri quasi uno dei fan!
B.M.: Oh assolutamente, i Pixies mi hanno cambiato la vita. Una delle cose migliori del nostro lavoro è che hai la possibilità di suonare con la gente che ti ha cambiato la vita. Con Frank Black, David Bowie. Ultimamente a Parigi abbiamo suonato con i Cure tutti insieme sullo stesso palco.
E.S.: Com' è stato?
B.M.: E' stato incredibile! E' stato incredibile duettare con Robert Smith.
E.S.: Come vi considera un artista come Robert Smith? E' sulla scena da moltissimo, è molto popolare, affermato, fa della grande musica ... non so, vi ha detto qualcosa!
B.M.: In una situazione come quella di cui stiamo parlando credo dipenda tutto dal primo incontro, se ci si trova, se si va subito d'accordo, se si ha qualcosa di cui parlare. Se si va d'accordo allora quando se ne presenta l'opportunità le cose succedono.
E.S.: Dove l'avete conosciuto? Com'è successo?
S.H.: A New York alla festa per i 50 anni di David Bowie.
E.S.: Però ... e lui c'era?
S.H.: Sì.
E.S.: Quanti altri personaggi famosi erano presenti?
S.H.: Oh è stata una giornata fantastica! Ero come un bambino in un negozio di caramelle. C'erano i Sonic Youth, Robert Smith, Lou Reed, tutti!
B.M.: Una volta gli ho fatto un'intervista per un giornale (leggi l'intervista).
E.S.: A Robert Smith?
B.M.: Sì è stato bello. Abbiamo passato tutta la giornata a chiacchierare.
E.S.: Vi piace fare cover? C'è una canzone che vorreste rifare?
B.M.: Sono cosa che fai per svago. E' un antitesi al lavoro. E' una specie di vacanza dalla serietà della propria musica. Lo fai per ridere, per divertimento, visto che non l' hai scritta tu hai un atteggiamento diverso. Sei un fan di quella canzone invece di esserne l'autore. Quindi hai un atteggiamento più disteso.
E.S.: Puoi giocarci molto.
B.M.: Sì.
E.S.: C'è una canzone in particolare che vorreste rifare?
B.M.: "Total Eclipse Of The Hearth" di Bonnie Tyler.
E.S.: Sul serio?
B.M.: Oh, sì.
S.H.: Sfortunatamente è serio (ride).
E.S.: Come la rifaresti?
B.M.: Non lo so proprio.
E.S.: Come suonerebbe?
B.M.: Non sono arrivato a tanto!
S.H.: Una versione country!
B.M.: Magari una cosa in stile Aphex Twin, dal ritmo un pò soffocato. Con tastiere molto "acid".
E.S.: Per voi un remix è come una cover?
S.H.: E' la traduzione della tua musica ad opera di qualcun altro. E' sempre interessante sentire i remix altrui.
E.S.: Questa edizione limitata ha un secondo cd composto interamente da remix. Ho sentito questa versione di "Special K" di Timo Maas, ma questa versione è buona. Non mi piace molto "Pure Morning".
B.M.: Non ti piace? E' tra le migliori tre di sempre!
E.S.: Quali sono gli altri due?
B.M.: Non so quella di Unkle.
E.S.: Oh, sì!
S.H.: Quello di Infected By The Scourge Of The Hearth, Jimmy Cauty.
B.M.: "Taste in Men" degli Alpinestars.
E.S.: Ce n'è uno che non vi piace ma che avete dovuto inserire?
B.M.: No ce n'erano molti altri che non abbiamo usato.
E.S.: Ci sono stati brutti remix?
B.M.: Oh sì, succede ma non li sentirai mai.
E.S.: E siete andati da quel DJ e avete detto ...
B.M.: Lo ringrazi ma gli dici che non lo inserirai. Ma lo ringrazi, comunque è questa la prassi.
E.S.: Vi hanno mai chiesto il permesso di fare una cover dei Placebo?
B.M.: Non che noi sappiamo. Lo gente può fare una cover di tutte le canzoni che vuole. Non serve che ci chiedano il permesso per fare una cover dei Placebo. Facciano pure. E' nella natura del sistema. Noi non abbiamo mai chiesto il permesso a nessuno. Perchè dovrebberlo chiederlo a noi?
E.S.: E' vero. Alcuni si arrabbiano da morire se ...
B.M.: Sì, lo so. Se sei Prince o Madonna, credo che loro si arrabbierebbero se lo facessi senza chiederglielo, ma ...
E.S.: I metallica si inc***no da morire.
B.M.: Davvero?
E.S.: Sì. Ma comunque non credo che fareste una cover dei Metallica, no?
B.M.: Non lo so. E' Stef l'esperto dei Metallica.
E.S.: (Guardando Stef) Sei un patito di musica Heavy Metal?
S.O.: Lo ero da ragazzino ...
E.S.: Capelli lunghi... pantaloni stretti e ...
S.O.: Tessuti elasticizzati.
E.S.: Che cover faresti?
S.O.: No non credo che la faremo mai.
B.M.: Credo ci divertiremmo di più a fare una cover dei Sodam o dei Cannibal Corpse.
E.S.: Roba davvero pesante.
B.M.: Sì, oppure ...
E.S.: Forse il Metal è stato il primo genere musicale con rigide classificazioni interne, con sotto generi come il Trash Metal, il Death Metal.
B.M.: A me piace il Christian Metal.
E.S.: Oh, sì. Gli Stryper!
B.M.: To Hell With The Devil.
E.S.: Erano vestiti da api, ti ricordi?
B.M.: Oh, sì.
E.S.: Giallo e nero. "In God We Trust".
E.S.: Gli Stryper li avrò riascoltati una settimana fa per vedere come mi sarei sentito. E mi sono sentito male. E' stato come aver sprecato la propria giovinezza. Ho davvero pensato, oddio ma che roba ascoltavo?
S.O.: Ci sono persone che si atteggiano a ribelli ma poi vivono con la mamma e escono da casa una volta all'anno per andare al concerto dei Metallica.
B.M.: E poi a Natale bruciano un paio di chiese (ride).
S.O.: E si uccidono a vicenda (ride).
E.S.: Se pensi al Metal di quel periodo adesso c'è Marilyn Manson che ne è la versione moderna ma è molto diverso... coma Alice Cooper ... lui faceva sul serio.
B.M.: Hai mai visto un tipo che si chiama Mortiis?
E.S.: Mortiis?
B.M.: Sì, non si toglie mai la maschera un ...
E.S.: Qualcosa di simile agli Slipknot?
B.M.: No, sembra un troll del film Labirinth. Quel genere, come un pupazzetto col nasone. Nessuno ha mai visto il suo volto. Non ha un aspetto truce, piuttosto ...
E.S.: Di tendenza?
B.M.: No sembra una cosa per bambini. Sembra stupido.
E.S.: Non capisco perchè la gente si spaventi.
B.M.: Non c'è nulla di cui spaventoso negli Slipknot. E' comico. E' esilarante!
E.S.: Se ci pensate c'era una Scary Spice Girl e non aveva assolutamente nulla di spaventoso.
Placebo: Assolutamente no!
E.S.: Parliamo delle due canzoni nuove dell'album "20Years" e "I Do". Prendiamo "Twenty Years"...
B.M.: "20 Years" è una sorta di riflessione sul trascorrere del tempo. Parla dell'importanza di riconoscere il valore del presente. La ricchezza e i doni che hai davanti ai tuoi occhi. L'amore che ti circonda. Non andare a casa a sentire un disco degli Stryper perchè è una perdita di tempo. Godere di quel che hai di fronte a te.
E.S.: Questa cosa sì che fa paura. Ho letto che siete molto preoccupati del fatto che quando sei giovane ti senti immortale e adesso che sei sulla trentina capisci che invece sei mortale. E' una preoccupazione comune dei trent'enni.
B.M.: Sì.
S.H.: Si è successo a tutti. Le tue priorità cambiano: le cose importanti dei vent'anni non sono le stesse dei trent'anni.
E.S.: Cos'è importante per voi adesso?
S.H.: L'alcool, le vacanze (ride).
(Mtv Supersonic, 25 novembre 2004)