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BACKSTAGE

Sanremo

'E a Sanremo ruppi la chitarra per rabbia'
I retroscena del festival 2001

(articolo estratto da Musica!, 13 marzo 2003)

Non dormi da due giorni, ti fanno saltare da un continente all'altro e tisbattono sul palco di un festival che non conosci. Prima di te si esibiscono dei tipi che cantano in sardo e poi devi lasciare il palco a dei ragazzini. Hai bevuto per noia tutto il pomeriggio e alla sera ti trovi davanti una platea immobile, mentre canti una canzone su una droga. Cos'altro puoi fare se non sfasciare tutto? Ed è proprio quello che hanno fatto i Placebo a Sanremo 2001, saliti sul palco dell'Ariston dopo gli Isola Song e prime dei Gazosa, presentati da una farfugliante Megan gale. "Ci sembrava la reazione più adatta, a quel tempo", ricorda Molko, cantante e front-man del gruppo. "Non dormivamo da due giorni e l'unica maniera per restare svegli era bere fin dal pomeriggio. E poi eravamo scazzati perchè nessuno ci aveva detto come era il Festival. Ci sembrava di essere finiti in mezzo a una sciarada. A nessuno gliene fregava assolutamente niente di noi. Quando venne il nostro momento, c'erano in platea tutti questi vecchi grassi in giacca e cravatta, con le loro donne in abito da sera. Qualcosa ha fatto click nella mia testa ed è scattata una reazione primordiale. Vaffanculo tutta 'sta roba, mi sono detto; non dovrei nemmeno essere qua! La sola cosa che mi è rimasta impressa nella memoria era la gente che dallla sala mi gridava: "Pezzo di merda"...

Sanremo

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'I retroscena raccontati da Morgan dei Bluvertigo'
(estratto da 'Laboratorio Bluvertigo' by Morgan)

Poi siamo arrivati in un albergo arredato tipo giungla. [...] Una volta entrato ho acceso FINALMENTE la TV per vedere il festival. In quel momento mi ha chiamato mia mamma e mi ha detto che era appena successo un fatto gravissimo. Ed io ovviamente mi ero perso anche quello. Mi chiede se avevo presente quel giovane che assomiglia a Lucio Battisti. Poi mi spiega che deve aver avuto un raptus in diretta, che ha spaccato la chitarra e hanno dovuto portarlo via. Forse per imitare un famoso chitarrista. Le chiedo:"Chi, Jimi Hendrix?". "No quello dei Placebo", dice lei. Dopo un minuto mi ha chiamato il direttore generale della Sony, Fabrizio Intra che sosteneva invece fosse Brian Molko, e ne ero certo anch'io. Comunque non volevo dar peso alla cosa e così ho raggiunto gli altri al ristorante, sono arrivato in ritardo e chi ho trovato? Quella gentile compagnia di hooligan capitanata da Molko , che aveva in mano un disco dei Bluvertigo. E' caduto in ginocchio. Lui ogni tanto cade, non si capisce se per reale stanchezza o se cade così. Comunque ogni volta che cade, i discografici lo rialzano. Forse è una specie di rito. Poi il batterista dei Placebo durante la cena, mi ha passato le mani tra i capelli, i miei amici non riuscivano a spiegarsi come mai e io non capivo cosa mi stesse dicendo lui nel frattempo. Aveva la lingua felpata. Gli ho offerto un brendy del '56. "No grazie, bevi tu il mio vino" mi ha detto lui. Brian Molko poi ha mandato via una giornalista. Fuckin' away, le ha urlato. Poi un secondo dopo le ha chiesto scusa, dal profondo del cuore, ma poi le ha di nuovo urlato fuckin' away, e subito le ha chiesto scusa di nuovo. L'ha fatto per tre, quattro volte. Mi sembrava il "Mostro di Düsseldorf" che nella scena finale del film descrive i motivi per cui uccide dicendo: "Non posso. Devo." e "Non posso. Devo. Non voglio. Devo". E così via dicendo. [...]